13 Così Eugenia restò sola in quella casa con Nannina, l’unica persona che potesse comprenderla, che le volesse bene senza secondi fini e con la quale le fosse dato di parlare dei suoi dispiaceri. E quell’ottima domestica fu una fortuna per lei, poiché le divenne umile e sincera amica. Dal notaio, Eugenia seppe di possedere trecentomila lire di rendita in beni stabili nel circondario di Saumur, sei milioni in cartelle del debito pubblico tre per cento comprate già a sessanta franchi e quotate allora a settantasette, più di due milioni in oro e centomila franchi in scudi, senza contare gli arretrati da esigere; in complesso quasi diciassette milioni. – E dove sarà mai mio cugino? – ella pensò. Il giorno in cui mastro Cruchot le rimise lo stato definitivo della successione, la giovane sed

