“Mi arresta, commissario?” chiede Santina dopo il primo sorso di caffè. E io quasi mi strozzo. Ammetto: la sfrontata presenza di spirito di questa giovane mi mette al tappeto. Le dico che non ho alcun motivo di arrestarla. Tanto meno dopo la testimonianza di Calonzi che la scagiona. “Allora, quando viene a casa mia a scegliere un quadro?” fa lei di rimando. “Appena riesco a organizzarmi, verrò senz’altro con mia moglie” assicuro. “Anche se viene solo, badi, io non la mangio!” sfotte, alleggerita. Antonini ha finito il suo espresso. Si alza e va verso gli ascensori. I quattro “Scifoni” gli saltellano dietro. Due hanno abbandonato le tazzine mezze piene. “Posso accompagnarla da qualche parte?” domando alla calabrese mentre sostiamo ad ammirare il bel cavallo morente di Francesco Messin

