5 Via Mastro Giorgio numero 15. Testaccio. Sono le nove del mattino, il tempo fa schifo e ho guidato per quasi un’ora in mezzo a un traffico irriducibile. Mi plasmo la faccia brutta – non è difficile, viste le premesse! – e salgo da Santina Martino. “È venuto per il quadro, commissario?” mi accoglie. E chiede perché non abbia portato mia moglie. “Non sono qui per i quadri, signorina” ribatto serio. È la prima volta che la vedo in casa. Ha poco trucco. Camicetta ampia su un paio di jeans a zampa di elefante. Le cascate di capelli corvini elettrizzati da riflessi blu spiccano sul bianco della camicia. Iridi nero profondo mi interrogano. L’agitazione per la mia visita, ben mascherata nel contegno ma rivelata dal respiro accelerato che le gonfia il petto, accentua la sua sensualità. Il ven

