Bene… tra giornale, cappuccino e mute argomentazioni sostenute brandendo pipa e nettapipe come un burattinaio scemo – una bambina seduta con la mamma all’altro tavolino mi osserva già da un po’ – è passato mezzogiorno. Il muro d’acqua adesso è solo un velo. Il marciapiedi si è ripopolato. Sai che c’è?... Prendo l’ombrello, saluto cassiera e baristi e mi dirigo decisamente verso Oreste. Alla cabina di prima mi fermo per telefonare a Marietta. “Pranzo fuori” la avverto. Metto nella voce tutta la affranta rassegnazione di una vittima del dovere. Ci casca? Credo di no. “Attento alla linea!” mi ammonisce. “La linea?” scherzo. “Non so cos’è… io ho più curve del numero otto!” * * * “Dottore, ha chiamato un signore dall’ENI cercando di lei.” Santucci mi avvisa, solerte, mentre sto lottando c

