7 S’affaccia un altro giorno di pioggia sulla chiostrina monotona di radio e di stoviglie. Odore di terra bagnata. Quando piove il portinaio sposta qua i vasi dell’androne per regalare acqua piovana alle piante. Comunque c’è sempre la puzza del gatto dell’ammezzato. Borsalino, pipa, espressione severa… Tutto il Maigret di cui sono capace. Lascio la macchina su Via Nemorense, attraverso Piazza Acilia sotto l’ombrello, entro nel bar e mi dirigo deciso alla cassa. Ordino un espresso e lo pago. La ragazza, belle mani curate che piroettano sui tasti del registratore, è bionda, capelli lisci, cerchietto di cuoio giro fronte, magra. Abiti etnici, zingareschi. Occhi celeste acqua così brillanti da non sembrare veri. Mentre bevo il caffè mi domando cosa c’entri con la danza del ventre. Ma sbaglio

