PoV Chase
Siamo partiti.
Ho varie domande che vorrei porle, ma ho paura di poter sembrare un po' troppo curioso o risultare logorroico.
Sai però che c'è? Sono curioso e le chiederò ciò che voglio sapere.
Come va, va.
Chase: "Posso chiederti una cosa?"
Sembra incuriosita.
Sydney: "Certo"
Chase: "Perché mi hai soccorso ieri sera? Potevo essere un delinquente o qualche maniaco"
Ride.
Chase: "No, veramente... C'è gente strana in giro"
Sydney: "È un modo innovativo di dirmi di buttarmi dalla macchina in corsa, perché sei un assassino?"
Scoppio a ridere.
Chase: "Sì"
Lei finge di avere un attacco di cuore dalla paura.
Che ragazza strana, ha un umorismo fuori dal comune.
Chase: "Sarebbe assurdo scoprire che alla fine sei tu l'assassina"
Mi sorride, ha un'espressione buffa al volto.
Sydney: "Non volevo fartelo sapere in questo modo, però..."
Le reggo il gioco.
Chase: "Però?"
Chiedo, fingendomi estremamente preoccupato.
Sydney: "Ho ucciso quaranta..."
Chase: "Uomini, donne, bambini?!"
Sydney: "Formiche"
Inizio a ridere di gusto, lei prova a rimanere seria, inutilmente.
Sydney: "Camminavano nel posto sbagliato, al momento sbagliato"
Chase: "Sei una criminale, ti segnalerò alla polizia!"
Sydney: "No, ti prego! Ti scongiuro, ho figli a casa che devo accudire"
Chase: "D'accordo, d'accordo"
Sydney: "Sei un tesoro, grazie"
Mi giro a guardarla, sembra stia un po' meglio, mi fa piacere.
Non mi piace vedere le persone stare male, se posso fare qualcosa per migliorare l'umore di chi mi sta intorno, lo faccio sempre con grande piacere.
Mi dispiace avere una nomea che non mi appartiene.
Questo implica sguardi maliziosi, pettegolezzi non veri, che mi feriscono molto.
Io non sono la mia famiglia.
Sydney: "Ma non lo sei ed è per questo che ti ho voluto aiutare"
Torno alla realtà, credevo non mi avrebbe mai risposto.
Chase: "Penso però che Kevin ti abbia parlato della mia famiglia"
Sydney: "Già, ma non sei la tua famiglia, tu sei tu"
Sembra sapere chi sono senza conoscermi, questa ragazza mi sbalordisce sempre di più.
"Tu sei tu", peccato non tutti la pensano in questo modo.
Sarebbe stato più semplice legare con gli altri, se solo mi avessero dato modo di espormi.
Chase: "Siamo arrivati, vuoi un aiuto per scendere?"
Sydney: "Mi stai dando della nana?"
Mi metto a ridere, ha sempre la battuta pronta.
Per sicurezza però, vado comunque davanti alla sua portiera e come avevo previsto, se non ci fossi stato io, sarebbe caduta.
Sydney: "Ma cosa ti ridi?"
Chase: "Fortuna che non sei bassa"
Mi fa la linguaccia.
PoV Sydney
Non ho parole, Chase è proprio sfacciato e sembra si diverta a prendermi in giro.
Non sono io bassa ma è il suo pick-up che è troppo alto.
Non rispondo alla sua battuta, perché mi rendo conto di aver davanti a me il petto muscoloso e tatuato dello stronzo, e sento leggermente il suo battito cardiaco.
Devo uscire da questa situazione imbarazzante, fingo quindi che vada tutto liscio come l'olio, ma ovviamente a Chase non sfugge nulla.
Chase: "Non ti mangio mica"
Sydney: "Ne dubito"
Ma come mi salta in mente di essere così sfacciata?
Chase: "Fai bene a dubitarne"
Arrossisco.
Mi sto cacciando in qualcosa più grande di me, ne sono certa.
PoV Chase
Chase: "Vieni qui"
Sydney sembra senza parole, si guarda attorno.
Osserva ovunque, a destra e a sinistra, fissa ogni piccolo dettaglio di questo luogo.
Sono certo che sia venuta spesso al lago ma non qui, è un angolo personale e ho voluto portarla in questo posto perché mi tranquillizza e forse mi aiuterà a dirle meglio le cose che ho tenuto nascosto per troppo tempo.
Si mette seduta affianco a me, in una panca rustica fatta di grossi pezzi di legno trovati nel bosco.
Chase: "Ti piace?"
Sydney: "Assolutamente sì"
Chase: "Ti chiederai perché ti ho portata qui, cosa voglia dirti"
Sydney: "Già, sei costretto a darmi delle spiegazioni"
Sorrido.
Chase: "Ti chiedo soltanto di farmi finire e poi rispondere, perché non è semplice per me dirti queste cose"
Noto che si sta sfregando le mani, l'una con l'altra.
È in ansia e io uguale, speriamo bene.
Sydney: "D'accordo"
Faccio un respiro profondo e inizio a parlare.
Chase: "Kevin e Nevada si sono lasciati definitivamente solo dopo un anno che tu e lui stavate insieme.
Continuavano ad andare a letto, lui per primo ha fatto cose che neanche immagini, come l'uso di stupefacenti e alcool.
So tutto questo perché una volta, durante lo scorso anno scolastico li ho scoperti mentre si baciavano con foga davanti all'armadietto di Nevada, mi sono nascosto per capire davvero la situazione.
Dopo quel lungo bacio, si sono diretti verso i bagni, e all'uscita lei aveva il rossetto sbaffato e lui si stava mettendo a posto la cinta.
La seconda volta ho scoperto che ti tradiva dentro gli spogliatoi e lui mi ha chiaramente detto che se solo avessi osato dirti qualcosa o diffondere la voce, mi avrebbe fatto espellere.
Ovviamente, ti chiederai come faccio a sapere anche piccoli dettagli come l'uso di droghe e alcolici, beh, glieli hanno forniti i miei fratelli e come se non bastasse Kevin è andato per tutta la scuola a sputtanare la mia famiglia, ma soprattutto me, come se facessi parte di quella vita che non sento nemmeno mia.
Ora non pretendo nulla da parte tua, ma avendo visto come sei davvero, ho capito che qualcuno doveva essere sincero con te ed eccomi qui.
Mi dispiace, scusami se te l'ho detto solo ora ma credevo davvero che anche tu, come lui, avresti detto cattiverie sul mio conto, che avrebbero potuto rovinare il mio futuro"
PoV Sydney
Quante cose, quanti dettagli mi sono sfuggiti in tutti questi anni?
Con che razza di ragazzo sono stata per tutto questo tempo?
Fisso Chase e nonostante mi viene da piangere, decido di rispondergli.
Sydney: "Grazie, non è colpa tua anzi posso solo ringraziarti per tutto ciò che hai fatto oggi per me e dirti che tu sei molto meglio della tua famiglia, avrai sicuramente tante soddisfazioni più avanti, tieni duro e non permettere a nessuno di buttare giù i tuoi obbiettivi"
Chase mi guarda senza proferire parola.
Ha gli occhi lucidi, che rendono le sue iridi ancora più verdi e noto dall'angolo della sua bocca che sta sorridendo anche se impercettibilmente.
Ricambio il sorriso e mi avvicino per abbracciarlo, mentre lui prende il mio viso e delicatamente mi bacia, lasciandomi il sapore salato delle sue lacrime sulle labbra.