Detto questo, una Anne offesa si gira sui tacchi e fa finta che l’illustrissimo Dussel non esista. Fumavo di collera, trovavo che Dussel fosse stato terribilmente maleducato (come sempre) e io molto gentile. Di sera, quando ho incontrato papà, gli ho raccontato come erano andate le cose e ho discusso con lui come mi sarei comportata visto che non volevo arrendermi e preferivo cavarmela da sola. Pim mi ha spiegato a grandi linee come avrei dovuto affrontare la faccenda, ma mi ha suggerito di aspettare piuttosto il giorno successivo perché ero ancora troppo nervosa. Non ho seguito questo consiglio e ho affrontato Dussel subito dopo il lavaggio dei piatti. Pim si trovava nella stanza accanto, il che mi dava molta sicurezza. Ho cominciato in questo modo: «Signor Dussel, credo che lei non abb

