Parla BRUNO BELLINI, il vice custode Alla fine la bara entra nella fossa. Al millimetro, ma ci entra. Perdiamo dieci minuti buoni, io e Luigi, per calarla dritta. A metà si incaglia contro il bordo, allora ci tocca tirarla di nuovo su e ricominciare. Pesa da matti ed entrambi versiamo litri di sudore. Se non mi esce l’ernia stavolta... finalmente, al quinto o sesto tentativo, si sente il rumore familiare del legno che poggia sul terreno. È fatta! Sollevato, mi passo un fazzoletto sul viso e guardo i parenti del defunto buttare dentro i fiori ormai mezzi appassiti mentre Marcello, l’addetto alla ruspa, attende con filosofica pazienza che abbiano finito per ricoprire la buca di terra. A casa del custode del cimitero

