Parla TOMMASO

250 Parole
Parla TOMMASO Che figura. Sono arrabbiato con me stesso. Il mio periodo di pratica forzata all’obitorio del cimitero di Velletri non poteva iniziare peggio di così. Strano tipo, quel Paolo Grandi. Sembra uno capitato qui per caso, ma nello stesso tempo dà l’impressione di saper fare il suo lavoro. Quando ci siamo conosciuti mi è sembrato che tirasse un sospiro di sollievo, poi è immediatamente subentrato il disprezzo. Il modo in cui mi guardava la diceva lunga su cosa doveva pensare: “questo non sa assolutamente nulla”. Ero intimidito da lui, così sono diventato arrogante. Mi succede sempre. Invece di fare uno sforzo per entrare nelle grazie della persona con cui mi dovrò relazionare finché dovrò restare in questo posto, l’ho trattato con sufficienza... e sono stato punito quando mi ha portato il primo cadavere da periziare. L’ha fatto apposta, l’ho capito da come sogghignava. Ormai credo di essermi giocato ogni possibilità di diventargli simpatico. Oh, be’... poco importa, dal momento che mi auguro che il mio incarico duri poco. Ma senza volerlo, mi ritrovo a pensare a lui. È chiaro che il suo lavoro gli piace molto, ma lo vedo come una figura legata esclusivamente al cimitero e sarei curioso di sapere se ha una vita privata, una famiglia. Chissà se nei momenti di intimità la sua compagna gli chiede di dirle qualcosa di caldo e lui le risponde “forno crematorio”? Il pensiero è così ridicolo che scoppio a ridere. Non è che io detesti i vivi... ma alcuni sono proprio inutili! (G. Di Micco) I vivi non capiscono niente
Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI