Parla IL CUSTODE DEL CIMITERO

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Parla IL CUSTODE DEL CIMITERO «Certo che ci ho pensato» rispondo. «Ma purtroppo c’è a chi non interessa e continua lo stesso a buttarle a terra o nei cassonetti senza spegnerle, perché cercare uno di quei vasi gli costa troppa fatica.» Faccio un sorrisino tetro. «Non per niente, le persone che mi sono simpatiche sono già tutte qui!» Dopo questo sfogo, sento che il malumore mi è passato e sto già meglio. Il ragazzo, che si presenta come CJ, è arrivato da poco a Velletri. Infatti ero sicuro di non averlo mai incontrato prima... e sono molto fisionomista. Si congratula dicendo che il cimitero è molto bello e mi diventa immediatamente simpatico. I complimenti mi fanno sempre piacere, soprattutto perché ne ricevo raramente. Nessuno si sforza mai di notare quanto questo posto sia impeccabilmente pulito e in ordine, ma tutti sono sempre pronti a bofonchiare tra i denti se vedono una cartaccia a terra. Mi offro di accompagnarlo a fare un giro e sono felice che accetti con entusiasmo. Ci avviamo chiacchierando come se ci conoscessimo da una vita, con il biondino che ci segue in silenzio, senza mai intervenire. A un certo punto insiste per tornare a casa perché si è fatto tardi e a CJ non resta che seguirlo. Quando se ne vanno li seguo con lo sguardo finché non arrivano al cancello principale, poi mi incammino verso il deposito feretri. La mia collera è ormai svanita, grazie anche al fatto di aver incontrato CJ. Spero torni a trovarmi. Lo so, da un misantropo come me non ci si aspetta simpatia verso nessuno. Ma se quello fosse il ragazzo che penso... be’, in quel caso sarei suo padre, ma lui naturalmente non lo sa. Andati via i due ragazzi, corro a cercare l’unica persona con cui so che posso confidarmi senza dare troppe spiegazioni. Tra l’altro, che spiegazioni devo dare a uno che mi conosce da vent’anni e della mia vita sa praticamente tutto? «Sei proprio sicuro che sia lui?» mi chiede soltanto. Se ne sono sicuro? A parte il colore degli occhi e qualche altro insignificante dettaglio, è quasi identico a me quando ero ragazzo. «Se dovessi basarmi solo sull’età apparente e sulla fisionomia, sì. Ma vorrei averne lo stesso la certezza, magari raccogliendo qualche altro indizio! Come posso fare? Dammi un consiglio!» «Si vede proprio che non ti interessi alle persone vive. Cercalo su f*******:!» mi suggerisce il mio amico con grande senso pratico. «Cioè: cerca tuo figlio e vedi se è il ragazzo che hai conosciuto oggi!» «Su f*******:?» ripeto stupidamente. «Esatto. Molti ragazzi e ragazze condividono ogni singolo istante della propria vita su f*******:, aggiornando gli status e pubblicando fotografie... cosa pensi che facciano, i gemelli, tutte quelle ore davanti al computer?» Che ideona! Purché mio figlio abbia condiviso abbastanza roba da permettermi di capire se è il ragazzo che ho conosciuto oggi. «Grazie, Alessandro. Sapevo di poter contare su di te!» «Comunque, puoi sempre chiamare mio cognato e chiedergli se per caso lui o i suoi genitori abbiano sue notizie!», mi consiglia. E lui è quello a cui danno dell’handicappato. Capito che roba? «Aldo», dico al mio interlocutore telefonico, «scusa se vado subito al sodo, ma ho bisogno di un’informazione: so che i tuoi genitori sono stati, per il figlio che ho avuto con Genni, una specie di nonni putativi e quando era piccolo gli veniva spesso affidato. Una volta sono venuto a trovarti e lui era a casa vostra, ricordi?» «Quando lo abbiamo portato a passeggiare sulla spiaggia e al ritorno te lo sei caricato in spalla perché era stanco?», mi chiede subito. «Lo ricordo eccome... avrà avuto tre anni. Ho rischiato di essere ucciso da Genni, quando lo ha saputo!» «Vorrei chiederti se in tempi recenti lo hanno rivisto. Cioè, che tu sappia sono ancora in contatto, oppure è finito tutto quando lui è cresciuto?» «Ma scherzi?! Certo che lo hanno rivisto, figurati. Gli è molto affezionato e va a trovarli ogni volta che può. L’ultima è stata l’altro ieri, mi sembra, o tre giorni fa! Anche io ero a casa loro ed è stato un bene che Patrizia abbia deciso di non venire, perché se lo avesse visto sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale... forse tu non lo sai, ma è diventato un bel ragazzone e ti somiglia un sacco!» Allora è lui, adesso ne sono assolutamente sicuro. «Mi dispiace non avergli mai fatto delle foto da mandarti», prosegue Aldo, «ma Genni ce lo ha proibito. Mia sorella non voleva perdere la sua amicizia e io non ci tenevo a finire nel suo comodino sotto forma di bambola infilzata di spilloni ovunque!» * * *
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