Parla IL FIGLIO del custode del cimitero Curvo e artritico, con gli occhiali spessi come fondi di bottiglia, cammina avanti e indietro lungo il tronco 9, fermandosi davanti a tutte le lapidi nella seconda fila e avvicinandosi quasi a toccarle con il naso. Ogni volta borbotta tra sé e sé e scrolla il capo. Mi avvicino fino a sfiorarlo, altrimenti non mi vedrebbe. «Salve!» «Che c’è?» «Devo avvertirla che sono quasi le 18 e che il cimitero chiude.» «Ah, ma io... senti, giovano’...» «Cosa?» chiedo, immediatamente disponibile. «Aiutami a trovare mia moglie... non ci vedo!» «Come si chiama, sua moglie?» «Scusa, perché lo vuoi sapere?» «Be’» rispondo pazientemente, nel tentativo di farlo ragionare «perché se no come faccio a trovargliela?» «Io non te lo voglio dire.» «Ma scusi! Non vu

