49 Dopo aver guardato dallo spioncino, Federica aprì la porta. Sulla soglia c’era il vicequestore. Il vicequestore? «Buonasera dottor Riosti». «Buonasera a lei signorina Ansaloni». Federica si fece da parte: «Si accomodi». Non lo vedeva né sentiva dal giorno in cui si erano parlati in questura. Doveva essere accaduto qualcosa alla piccola indagine che la riguardava. Comunque, da una decina di giorni, cioè da quando i poliziotti in borghese la seguivano, aveva smesso di sentirsi in pericolo. Il dottor Riosti entrò e guardò in giro. Le porte scrostate, le pareti annerite, i libri accatastati a terra. Fece una smorfia: «Un po’ cupo». «Sto cercando di entrare mentalmente in un altro romanzo». Il vicequestore annuì: «Ah, già, l’ispirazione...». Federica sedette dietro la scrivania. I

