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245 Parole

20 Fuori pioveva a dirotto. Sentiva i goccioloni schiantarsi sul tetto della villa, e il vento fischiare attraverso gli spifferi dei vecchi infissi scrostati. Quel lato del sottotetto era il più angusto. Buio e basso ai lati, tanto da costringere in ginocchio. Solo al centro superava il metro e novanta. Dal filo appeso al soffitto, penzolava una lampadina impolverata che irradiava un mediocre bagliore sferico. Riusciva a vederla distinta solo a tratti. Quando le lacrime gli si asciugavano, metteva a fuoco l’orrore che aveva intorno. Era un ambiente sporco e freddo. Pieno di cianfrusaglie e nidi di colombi, coi loro escrementi. Infestato da ragni ciccioni, grandi quanto la mano di un bambino. Un viso paffuto, dai grandi baffi, col monocolo stretto tra lo zigomo e il sopracciglio. Mezzo

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