19

119 Parole

19 «Sei fortunato, Luca». Le due di notte. Immobilizzato alla sedia a rotelle. La bocca aperta, la mandibola divelta dall’articolazione. Le corde strette gli segavano la pelle dei polsi e delle caviglie. Aveva una paura da uscirne pazzo. E forse la caduta nella follia sarebbe stata una fortuna. I suoi sensi deliravano. Percepiva ogni dettaglio amplificato cento volte oltre il reale. Lo sfrigolio della cera sulla fiamma, il rosicchiare dei tarli dentro i vecchi mobili, l’odore dell’intonaco ammuffito, l’amaro nella bocca. Perfino il legno sotto le sue dita; gli sembrava di poterne saggiare le venature. Crollò. Passò del tempo, ma non avrebbe saputo dire quanto. Sudava, singhiozzava, tossiva e tremava. E ancora non stava impazzendo. La sua ragione era salda, ostinata a non abbandonar

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI