18 Si sollevò. Istintivamente diede le mandate alla porta. Aveva le mani sudate, la polvere si era appiccicata sopra. Le pulì sui jeans. Chi abitava l’appartamento di sotto? Un cartoncino senza nome, nessuno zerbino. Non avevano risposto al campanello. E se il tizio (o la tizia) fosse stato sotto la doccia? Escluso, sotto la doccia si canta, non si grida. Ancora dubbi del tipo tira-e-molla, cui non poteva rispondere. Andò in bagno, abbassò la leva del contattore dell’acqua. Girò la rotella del vecchio lavandino. Le tubature si lamentarono, prima di rilasciare uno spruzzo marrone. Il flusso si stabilizzò diventando rossastro, giallo e infine trasparente. Federica lavò la faccia. Non c’erano salviette, si asciugò con la manica della maglia. Tornò in camera e sedette alla scrivania.

