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17 Doveva far cambiare il campanello, non lo sopportava proprio. «Sei tesa», gli disse Michele. «Alla lunga ti si distruggeranno le coronarie». Coi nervi a fior di pelle, Federica aprì la porta e sbirciò per le scale. Era Alberto, grazie al Cielo. Una scatola sottile sotto braccio. Le aveva portato il computer. Quando Alberto entrò nell’appartamento, Michele balzò giù dal divano. Alberto si fece buio, fissò prima Michele poi Federica, in cerca di spiegazioni. «È il mio vicino di casa», disse Federica sgranando gli occhi per fargli capire che la stava assillando. Le venne un’idea, un po’ insolente, ma non aveva intenzione di rimanere di nuovo sola con l’impiccione e la bugiarda. Si trattava di legittima difesa. «Lui e sua moglie ci hanno invitato a cena stasera». Federica stava invitan

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