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388 Parole

26 Federica non riuscì nemmeno a girarsi. Tremava e il suo corpo era di colpo fuori controllo. Sentì le ginocchia cedere, ma non poteva permetterselo. Spalancò il portone sperando che l’uomo non riuscisse a trattenerla. Era sola e indifesa. Le sembrò di percepire un contatto sulla spalla, strattonò senza incontrare resistenza, forse si era trattato di un’impressione. Varcò l’atrio, si girò e spinse il portone con tutta la forza che i suoi quarantasette chili le permettevano. Un piede s’insinuò tra lo stipite e il portone. Lo sconosciuto giocava sadicamente con lei. Spingeva la porta guadagnando centimetri, terrorizzandola ancor di più. Poi cedeva, ma non del tutto, spingeva e cedeva. Federica non riusciva a gridare, la voce le moriva in gola. Mormorò fiocamente aiuto. Nessuno l’avre

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