35 In tutta la saletta erano rimaste accese solo le due candele sul tavolo. E le altre? Quando erano state spente, e da chi se quei due erano lì con lei? «Basta! Voglio andare via», protestò fiaccamente Federica. Michela l’ammonì stringendole il polso. «Hai trovato la celebrità dopo una vita turbolenta...», mugugnò Michele. Questo era in grado di affermarlo qualunque cialtrone con un turbante in testa, al luna park. D’altronde cosa poteva aspettarsi, un vero ectoplasma? Divinazioni sconvolgenti e voci di defunti? «Attenta Federica, attenta!», Michele non demordeva. Federica accusò una nuova prepotente ondata di sonno. Ma perché stava così? Chiuse gli occhi. Michele continuava a parlare, lei perse qualche parola. Non era importante, pensava. Desiderava sdraiarsi. Le pareva di essere

