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461 Parole

36 Di nuovo sul pianerottolo, addirittura sbattuta fuori di casa. Michela non le aveva nemmeno lasciato il tempo di infilarsi il maglione. «Su... vai, vai!», sembrava tarantolata. Nonostante Federica si sentisse ancora intontita, ritornò l’angoscia unita all’altra paura, quella che l’accompagnava da mesi. Il mondo esterno non era scomparso, lei l’aveva solo dimenticato per qualche ora e lui l’aveva aspettata con la pazienza del boia. Federica si sporse e guardò l’atrio di sotto, deserto. Aveva le gambe di ricotta. Sedette sui gradini e chiamò Alberto ma lui aveva il cellulare staccato. Delusa, contattò la centrale radio taxi. La macchina sarebbe stata lì in tre minuti. Attese fissando il display del telefono. Voleva essere certa di uscire dal portone e trovare l’auto ad aspettarla.

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