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431 Parole

37 C’era una bambola costruita con fili di lana, impiccata alla maniglia della porta. Sulla faccia le era stata appiccicata una fotografia di Federica. Uno spillone piantato in corrispondenza di dove avrebbe dovuto trovarsi la bocca, lacerava la carta. Fili rossi, anch’essi di lana, simulavano torrenti di sangue. Bambolina. La protagonista de Lo specchio rosso. Federica strappò via il pupazzo dal cappio, aprì la porta e si barricò nell’appartamento. Aveva dimenticato le finestre aperte. Si ghiacciava. Si accorse di avere ancora la bambola in mano. La gettò a terra. Si strinse le braccia addosso, portò le mani sulle spalle e le fregò. Percepì un vago tepore, che non sarebbe mai bastato a farla stare bene. Era lo stomaco quello gelato, partivano da lì i brividi, come pipistrelli in volo

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