38 Stupida! Non aveva controllato l’appartamento, si era barricata dentro impedendo a chiunque di entrare, ma pure a lei di uscire. L’oscurità era totale. Il divano incastrava la porta come un enorme tappo di spumante. Accese la luce, a tentoni. Davanti a lei la porta del bagno, chiusa. L’appartamento adesso era silenzioso. E anche il palazzo, pareva deserto. Federica rimase in piedi a lungo, con gli occhi come ramponi piantati contro la porta. Non udendo rumori, poggiò l’orecchio sul legno ingiallito e scrostato. Silenzio. Ma non si azzardò ad aprire l’uscio. Tentennò, portò la mano sulla maniglia. Desistette. Telefonò ad Alberto. Tipregotipregotiprego! Niente, invece. Di nuovo un accidenti di niente. Lo squillo proseguì fino alla segreteria telefonica. Cosa se ne faceva di lasc

