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39 Piazza Malpighi. Con tutti quei palazzi intorno, sembrava l’interno di una fortezza. Invece era il prodotto dell’interramento del fossato che aveva abbracciato la seconda cinta muraria di Bologna. E senza più le mura, il mostro che lei stessa aveva partorito era libero di muoversi. Cacciare. Era mattino, c’era nebbia e faceva freddo. I lampioni ancora accesi sembravano bozzoli in mezzo a una fitta ragnatela. L’autunno era arrivato senza preavviso. Federica si guardò alle spalle, la nebbia inghiottiva e risputava le sagome opalescenti dei passanti. Attraversò la strada fuori dalle strisce. Quei passi, dietro di lei. Eppure non c’era nessuno, non nelle vicinanze. Sbucò la figura. Bassa, tarchiata, le si avvicinava con fare aggressivo. Federica tentò di scappare. Scoprì di essere

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