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250 Parole
3 «È fuori discussione che io lo tocchi», disse Federica con voce troppo alta. Se ne accorse e se ne pentì. Aveva i nervi come trappole per topi. «Luccica», aggiunse per far sentire ad Alberto che aveva moderato il tono. Lui fissò incredulo lo schermo del portatile. Al momento dell’acquisto non ci aveva fatto caso e comunque non sapeva nemmeno che esistessero monitor opachi. Si grattò la testa. «È normale, no? Anche quello che hai adesso è così». Infatti Federica non lo accendeva da settimane. «Non sopporto gli schermi lucidi. Mi vedo riflessa e mi distraggono». Era come se la realtà del suo viso entrasse dentro la fantasia delle parole. Non riusciva a lasciarsi andare. «Se mi dai la fattura passo dal negozio e chiedo di sostituirlo». Alberto spense il pc. Aveva settato il computer apposta per lei. Programmi, documenti, e-book, dizionari e le cartelle con le sue ricerche. Aveva inserito centinaia tra i suoi album preferiti di musica e gallerie fotografiche per ispirarla. Era stato un lavoraccio farle quella sorpresa. Doveva essere una cannonata, invece aveva sparato a salve. E poi – era stupido, d’accordo – ma si sentiva punto sul vivo. Anche dopo un anno di convivenza, continuava ad amare Federica, e questo per un (ex?) dongiovanni come lui, era un primato. Quasi fosse stato vittima di una stregoneria. La accudiva ed esaudiva ogni suo più piccolo desiderio. Federica era davvero una donna speciale. «Il taxi sarà già in strada», disse lei, spiccia. Si accomodò gli occhiali. Certo che era nervosa, doveva uscire. Cercò di ricacciare l’ansia. Il “fuori”, ora più che mai, era un azzardo.
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