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1717 Parole

La porta è chiusa, ma Mimmo ha preso la chiave dall’armadietto dei duplicati. La serratura si lamenta per gli acciacchi dell’età. La stanza, in pratica un gran corridoio, è piuttosto buia. C’è un interruttore, ma non accende niente. Puzza di marcio, di ruggine, di andato a male e di qualcosa che si muove, disturbato dalla nostra presenza. Un sorcio, forse, o scarafaggi... o qualche altra lurida bestia delle tenebre! Sempre meglio dello spettro della monachella... anche se non ci credo. Meno male che da un’unica finestrella, che ha l’aria di non venire aperta dai tempi di Pio IX, filtra un po’ di luce attraverso l’intreccio di ragnatele che la fa sembrare murata nell’intonaco scrostato. Rinunciamo all’afono supplemento di luce che viene dal pianerottolo e chiudiamo la porta alle nostre spal

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