CAPITOLO VENTIQUATTRO Godfrey camminava velocemente nella notte attraverso le strade secondarie di Silesia con Akorth e Fulton al suo fianco. Guardando i suoi compagni si rese conto che non era facile capire che si trattava dei suoi amici: le uniformi dell’Impero che indossavano erano così convincenti, soprattutto con le visiere abbassate, tali da imbrogliare persino lui, loro amico da una vita. Mentre marciavano verso l’ignoto, Godfrey era fiero di se stesso e anche un poco scioccato: non aveva idea che il suo piano, che stava improvvisando man mano che lo metteva in atto, potesse funzionare fino a quel punto. Lui, Akorth e Fulton, pensò, erano gli eroi meno improbabili, gli unici membri dell’esercito Silesiano ad essere ancora in piedi, scivolando nella notte – loro tre soli – con indo

