CAPITOLO VENTICINQUE Thor si svegliò quando la prima luce del giorno fece capolino all’orizzonte, scagliando un inquietante bagliore rosso sangue sui campi di cenere, sulla valle di vulcani in eruzione e tutt’attorno a loro. Era stata una delle notti più tormentate della sua vita. Avevano deciso di fermarsi e aspettare la notte fino all’alba, quando i draghi avrebbero lasciato la loro tana. Per tutta la notte i sogni di Thor erano stati interrotti dal rumore delle esplosioni dei vulcani, dallo scoppio del fuoco, dal calore degli spruzzi di lava che li circondavano. Più di una volta era stato svegliato da sogni che lo vedevano dormire sul bordo di uno dei soli, di fronte a un fiume di lava che stava per travolgerlo, costringendolo a rotolare di lato per scansarlo. Era anche più faticoso

