Il tono di sarcasmo, che mi aveva fatto ribrezzo, poche settimane prima, la durezza, che aveva suscitato in me un senso di rivolta, mi facevano ora ben altra impressione, mi parevano il condimento piccante di una pietanza scelta; mi eccitavano, ma se fossero venute a mancare, la pietanza mi sarebbe parsa insipida. Quella espressione sinistra o dolorosa, arguta o disperata che un osservatore attento avrebbe potuto veder balenare ogni tanto negli occhi di lui, ma che spariva prima che se ne fosse misurata la strana profondità; quella vaga espressione, che mi faceva tremare, che contemplava ora tranquilla, ora col cuore agitato, ma senza mai sentire i miei nervi paralizzati, invece di non vederla, cercavo d’indovinarla. La signorina Ingram mi pareva che un giorno dovrebbe esser felice di es

