IX.

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IX. Mi rammento soltanto confusamente dei tre giorni e delle tre notti che seguirono. So che ero in una piccola camera e in un piccolo letto; mi pareva di essere legata a quel letto e giacevo immobile come una pietra e se avessero voluto alzarmi mi avrebbero uccisa. Non mi accorgevo del tempo, non sapevo se era giorno o notte. Vedevo però se qualcuno entrava o usciva di camera, e sapevo anche chi era, capivo quello che dicevano quando erano vicini, ma non potevo rispondere ed era impossibile che aprissi bocca o mi movessi. Anna era quella che mi visitava più spesso; non mi faceva piacere di vederla, perché capivo che avrebbe voluto che me ne andassi, che non comprendeva la mia posizione ed era mal disposta verso di me. Diana e Maria entravano in camera un paio di volte al giorno e le s

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