XVII.-3

2343 Parole

— Sì, signor Rochester, ma me lo avete già domandato. Vidi quel che provava; la gelosia si era impossessata di lui e lo torturava; ma quella tortura era salutare, perché lo strappava alla sua dolorosa tristezza. Così non volli allontanare subito, incantare il serpente. — Forse non desiderate rimaner più sulle mie ginocchia, signorina Eyre? — Perché no, signor Rochester? — Secondo il ritratto che mi avete fatto, il contrasto deve parervi troppo grande. Mi avete dipinto un grazioso Apollo; egli è presente alla vostra immaginazione, alto, con gli occhi azzurri e il profilo greco. Il vostro sguardo si posa sopra un Vulcano, con le spalle larghe, cieco e storpio per di più. — Non ci avevo mai pensato, signore; ma infatti somigliate a Vulcano. — Ebbene, potete andarvene, signora, — e mi t

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