XVIII. Lettore, lo sposai. Celebrammo un matrimonio quieto quieto; lui, io, il pastore e il vicario e nessun altro. Quando tornammo di chiesa entrai in cucina dove Maria preparava da pranzo e John lustrava i coltelli, e dissi: — Maria, stamane ho sposato il signor Rochester. La cuoca e il marito appartenevano a quella razza di gente flemmatica e discreta, alla quale si può sempre comunicare una notizia importante senza temere di sentirsi assordare dalle esclamazioni di meraviglia. Maria alzò gli occhi e mi guardò. Per alcuni momenti tenne alzato il cucchiaio di cui servivasi per ungere un paio di polli che cuocevano allo spiedo, e John cessò di lustrare i coltelli. Alla fine Maria, chinandosi sull’arrosto, mi disse soltanto: — Davvero, signorina? Tanto meglio. Poco dopo aggiunse: — V
Scarica scansionando il codice QR per leggere gratuitamente innumerevoli storie e libri aggiornati quotidianamente


