Capitolo 2-2

2040 Parole
L’esperienza aveva insegnato all’avvocato a capire con molta astuzia il carattere della gente ed appena vide la madre di Cedric capì che il vecchio Conte s’era sbagliato nel crederla volgare ed avida. Il signor Havisham non si era mai sposato e non si era neanche mai innamorato, ma intuì che quella graziosa creatura dalla voce dolce e dagli occhi tristi aveva sposato il Capitano Errol solo perché lo amava immensamente e che neanche per un momento aveva pensato al vantaggio che ne avrebbe avuto poiché lui era il figlio di un conte. Non provò nessun imbarazzo davanti a lei e cominciò a pensare che forse in fondo il piccolo Lord Fauntleroy non sarebbe stato un cruccio per la sua nobile casata. Il Capitano era un bell’uomo, e la giovane madre era molto graziosa e quindi il ragazzo non doveva essere del tutto brutto. All’udire il motivo per cui era venuto la signora Errol era impallidita. - Oh - disse, - dovremo separarci? Ci amiamo tanto! È la mia gioia! È l’unica cosa che ho. Ho cercato di essere una buona madre per lui. - La sua dolce voce tremava ed i suoi occhi erano colmi di lacrime. - Non sapete cosa sia stato per me! - Disse. L’avvocato si schiarì la gola. - Sono costretto a dirvi, - rispose, - che il Conte di Dorincourt non è, non è... molto bendisposto nei vostri riguardi. È una persona anziana con dei pregiudizi molto saldi. In particolare ha sempre nutrito una antipatia per l’America e gli Americani e il matrimonio del figlio lo ha molto sdegnato. Sono spiacente di essere il portatore di una notizia così spiacevole, ma egli è ben deciso a non volervi vedere. L’idea sua è di educare Lord Fauntleroy sotto la sua guida e di accoglierlo a vivere con sé. Il conte è molto attaccato al Castello di Dorincourt dove trascorre la maggior parte del suo tempo. È malato di gotta e Londra non gli piace molto. Lord Fauntleroy quindi, abiterà quasi sempre a Dorincourt. Il Conte vi offre una casa, Court Lodge, che gode di una bella posizione e non è molto distante dal castello. Vi offre inoltre una rendita conveniente. Lord Fauntleroy potrà vedervi quando vorrà, l’unica condizione è che voi non andiate da lui e che non oltrepassiate il cancello del parco. Vedete dunque che non sarete completamente separata da vostro figlio e vi assicuro, signora, che le condizioni non sono così severe come... come sarebbero potute essere. Capirete sicuramente che i vantaggi che Lord Fauntleroy ricaverà da tale situazione e dall’educazione saranno immensi. Si sentiva un poco imbarazzato temendo che la signora si mettesse a piangere o a fare una scena, cosa che alcune donne avrebbero fatto. Veder piangere una donna lo imbarazzava e lo contrariava molto. Lei però non fece nulla di tutto questo. Andò alla finestra e stette qualche momento con il viso voltato e lui capì che stava cercando di controllarsi. Il capitano Errol amava molto Dorincourt - disse lei infine -. Amava l’Inghilterra e tutto quello che era inglese. È sempre stata una pena per lui vivere lontano da casa. Era orgoglioso della sua casa e del suo nome. Avrebbe voluto - ne sono certa - che suo figlio conoscesse quegli antichi e bellissimi luoghi e che fosse educato in maniera degna della sua futura posizione. Quindi tornò verso il tavolo e guardò il signor Havisham molto gentilmente. - Mio marito l’avrebbe voluto - disse. - Questo sarebbe un bene per il mio bambino. Sono certa che il Conte non sarà così crudele da insegnargli a non amarmi e se anche ci provasse, so che il mio bambino è troppo simile a suo padre per lasciarsi influenzare. Ha un cuore troppo amoroso, leale e sincero. Mi amerebbe anche se non potesse vedermi, e finché potremo vederci non soffrirò molto. «Questa donna non pensa neanche un momento a se stessa» si disse l’avvocato. Non pone neanche delle condizioni a suo favore. - Signora - disse ad alta voce - ammiro la vostra premura nei riguardi di vostro figlio. Da grande ve ne sarà grato. Vi assicuro che Lord Fauntleroy sarà allevato con ogni cura e si farà di tutto per renderlo felice. Il Conte di Dorincourt avrà per lui le cure che avreste voi stessa. - Spero, - disse la dolce mammina con voce rotta, - che il nonno vorrà bene a Ceddie. Il bambino è molto affettuoso ed è sempre stato molto amato. Il signor Havisham si schiarì un’altra volta la gola. Non riusciva ad immaginare il gottoso irascibile vecchio Conte affezionato a qualcuno; ma sapeva che sarebbe stato nel suo interesse essere gentile con il bambino, sia pure alla sua maniera irritabile, poiché sarebbe diventato il suo futuro erede. Sapeva inoltre che se Ceddie avesse fatto onore al suo nome, il nonno ne sarebbe stato orgoglioso. - Sono certo, - rispose - che Lord Fauntleroy starà bene ed è proprio in considerazione della sua felicità che il Conte vuole che gli stiate vicina così da poterlo vedere spesso. Non ebbe però il coraggio di ripetere le esatte parole del Conte, tutt’altro che gentili e delicate. il signor Havisham preferì riferire la proposta del suo nobile signore con un linguaggio più dolce e cortese. L’avvocato ebbe però un altro colpo quando la signora Errol disse a Maria di andare a cercare il bambino e di condurglielo e Maria le disse dove si trovava. - Non ci vuol molto a trovarlo, signora, - disse - dal momento che è dal signor Hobbs, seduto sull’alto sgabello vicino al banco a chiacchierare di politica o a divertirsi in mezzo ai saponi, alle candele e alle patate, gentile e bello come sempre. Il signor Hobbs lo conosce da quando è nato, - disse la signora Errol all’avvocato. - È molto gentile con Ceddie e sono molto amici. Ricordando la drogheria vista di sfuggita mentre passava, con tutti quei barili di patate e di mele e di altre cose, i dubbi del signor Havisham si fecero di nuovo sentire. In Inghilterra i figli dei signori non fanno amicizia con i droghieri e questo ora gli faceva un effetto piuttosto strano. Sarebbe stato veramente spiacevole che il bambino avesse brutte maniere, e fosse abituato ad umili compagnie. Una delle più amare umiliazioni subite dal vecchio Conte era derivata dalle umili amicizie che i due figli maggiori amavano frequentare. Era possibile che questo bambino avesse condiviso i loro difetti anziché i pregi del padre? Pensava a tutto questo mentre parlava alla signora Errol fin tanto che entrò il bambino. Quando la porta si aprì esitò un attimo prima di guardare Cedric. Ma quando vide Cedric che si gettava fra le braccia della madre, provò una strana sensazione, che sarebbe forse sembrata molto strana a tutti quelli che lo conoscevano. Ebbe un mutamento improvviso, assolutamente emozionante. Immediatamente, vide nel bambino una delle creature più belle e più aristocratiche che avesse mai conosciuto. La sua bellezza era straordinaria. Aveva una figurina forte, flessuosa e piena di grazia ed un visino molto deciso; teneva alta la testa e camminava con un’aria veramente dignitosa; la sua somiglianza col padre era davvero stupefacente: aveva i capelli biondi del padre mentre gli occhi scuri erano della madre senza però quello sguardo triste o timido. Erano occhi arditi, pur nella loro innocenza e dimostravano di non aver mai dubitato o temuto nulla. «È la più bella e più educata creatura che abbia mai visto», pensò il signor Havisham. Ad alta voce però, disse semplicemente: - e così questo è il piccolo Lord Fauntleroy. Ma più guardava il piccolo, più si accresceva la sua sorpresa. Sapeva ben poco dei bambini, anche se ne aveva visti molti in Inghilterra belli, graziosi, rosei, rigidamente educati da tutori e governanti, qualche volta timidi, qualche altra turbolenti, tuttavia mai molto interessanti per un anziano avvocato rigido e cerimonioso. Forse il suo interesse alle ricchezze del piccolo Lord Fauntleroy gli fece osservare Ceddie più degli altri bambini, ma, comunque fosse, lo osservò con grande attenzione. Cedric, non sapendo di essere osservato, si comportava normalmente. Strinse cordialmente la mano al signor Havisham quando gli fu presentato e rispose alle sue domande con la stessa prontezza e disinvoltura con cui rispondeva al signor Hobbs. Non era né timido né sfrontato e mentre il signor Havisham chiacchierava con la sua mamma notò che egli ascoltava la conversazione con molto interesse come se fosse stato un adulto. - Ha l’aria di un ragazzo molto maturo - disse il signor Havisham alla madre. - In molte cose lo è - rispose lei. - Ha sempre imparato molto velocemente ed è vissuto molto fra grandi. Ha poi la divertente abitudine di usare parole lunghe o espressioni che ha letto nei libri o che ha sentito da altri, si entusiasma però anche ai giochi da bambini. Penso che sia piuttosto intelligente, ma è anche molto bambino a volte. Quando il signor Havisham lo incontrò per la seconda volta ebbe modo di constatare che tutto questo era vero. Mentre con la carrozza girava l’angolo, notò un gruppetto di ragazzini in preda a grande agitazione. Due si accingevano a fare una gara di corsa ed uno dei due era il piccolo Lord, che, più degli altri, gridava e urlava. Stava di fianco ad un altro bambino, con gambe impazienti, messe l’una davanti all’altra. - Uno, pronti! - Gridava il ragazzo che doveva dare il via. - Due, fermi. Tre... via! Il signor Havisham si sporse inconsapevolmente fuori dal finestrino della carrozza con molto interesse non ricordava infatti di aver visto nessun altro correre come il piccolo Lord, con quelle gambette frementi nei pantaloni a sbuffo che correvano come saette. Con i pugni stretti e il viso contro vento, i suoi capelli biondi ondeggiavano nell’aria. - Forza Ced Errol! - Gridavano i ragazzi, saltellando e urlando tutti eccitati. - Forza, Billy Williams! Forza, Ceddie! Forza Billy! Forza, forza, forza! «Sono certo che vincerà» disse il signor Havisham. Il modo con cui correvano e si agitavano quelle gambette rosse, le urla dei ragazzi, lo sforzo furioso di Billy Williams le cui gambette scure non erano da meno di quelle rosse, poiché vi erano molto vicine, lo misero in agitazione. «Spero... spero proprio che vinca», disse con un colpetto di tosse, come per scusarsi. In quel momento l’urlo più sfrenato di tutti si levò dai ragazzi più che mai eccitati e frenetici. Il futuro Conte di Dorincourt con un ultimo frenetico balzo aveva toccato il lampione del traguardo proprio due secondi prima che vi giungesse tutto affannato Billy Williams. - Tre urrà per Ceddie Errol! - Urlavano i ragazzini. - Urrà per Ceddie Errol! Il signor Havisham si ritirò dal finestrino della carrozza e si appoggiò sullo schienale con un sorriso appena accennato. - Bravo, Lord Fauntleroy! - Disse. Mentre la sua carrozza si fermava davanti alla porta della casa della signora Errol, il vincitore e il vinto si stavano avvicinando seguiti dalla schiera rumorosa degli amici. Cedric camminava vicino a Billy Williams e gli stava dicendo qualcosa. Il suo fiero visetto era tutto rosso ed esultante, i riccioli erano appiccicati alla fronte rossa e sudata ed aveva le mani in tasca. - Vedi, - stava dicendo, evidentemente con l’intenzione di rendergli meno dura la sconfitta, - credo di aver vinto perché le mie gambe sono un tantino più lunghe delle tue. Credo che sia così. Io sono nato tre giorni prima di te e questo è a vantaggio mio. Sono più vecchio di tre giorni. E la cosa vista da questo punto sembrava aver rincuorato Billy Williams al punto che tornò a sorridere alla vita e a darsi delle arie come se avesse vinto lui. Cedric riusciva sempre in un modo e nell’altro a rendere la gente serena. Persino nel primo momento del trionfo si ricordò che lo sconfitto poteva non essere felice come lui e che poteva fargli piacere pensare che avrebbe potuto essere lui il vincitore se le circostanze fossero state differenti. Quella mattina il signor Havisham fece una lunga chiacchierata con il vincitore della corsa, una chiacchierata che lo fece ridere veramente mentre si accarezzava la guancia con la mano magra. La signora Errol era stata chiamata fuori dal soggiorno e l’avvocato e Cedric erano rimasti insieme. Da principio il signor Havisham si chiedeva che cosa avrebbe dovuto dire al ragazzino. Pensava che sarebbe stato meglio preparare Cedric all’incontro col nonno e forse anche al grande cambiamento che si sarebbe avverato nella sua vita. Si era reso conto che Cedric non aveva la minima idea di quali cose avrebbe dovuto affrontare una volta giunto in Inghilterra e in che tipo di casa sarebbe stato accolto. Non sapeva ancora che la mamma non sarebbe vissuta nella sua stessa casa. Avevano deciso di non dirgli niente sino all’ultimo momento.
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