Francesca e ancóra giovine, e conserva ancóra quella sua bella e franca giovialità che in collegio aveva un fascino così strano sul mio spirito un po’ oscuro. Ella ha una grande e rara virtù: è gaia, ma sa intendere i dolori altrui e sa anche lenirli con la sua misericordia consapevole. Ella è, sopra tutto, una donna intellettuale, una donna d’alti gusti, una dama perfetta, un’amica che non pesa. Si compiace forse un po’ troppo dei motti e delle frasi acute, ma le sue saette hanno sempre la punta d’oro e son lanciate con una grazia inimitabile. Certo, fra quante signore mondane ho conosciute, ella è la più fine; fra le amiche, è la prediletta. I figli non le somigliano molto, non sono belli. Ma la bimba, Muriella, è assai gentile; ha un riso chiaro e gli occhi della madre. Ha fatto gli on

