A una a una, oggi, passavano le donne dei Primitivi, sotto i nostri occhi. Io e Francesca eravamo sedute in un divano basso, avendo d’innanzi a noi un gran leggìo sul quale posava la custodia di cuoio con i disegni che il disegnatore, seduto incontro, svolgeva lentamente, comentando. Ad ogni tratto, io vedevo la sua mano prendere il foglio e posarlo su l’altra faccia della custodia con una delicatezza singolare. Perché, ad ogni tratto, sentivo dentro di me un principio di brivido come se quella mano stesse per toccarmi? A un certo punto, trovando forse incomoda la sedia, egli s’è messo in ginocchio sul tappeto e ha seguitato a svolgere. Parlando, si dirigeva quasi sempre a me; e non aveva l’aria di ammaestrarmi ma di ragionare con una egual conoscitrice; e in fondo a me si moveva un poco

