Nove giorni primaIl sole sorge alle 5.08 e tramonta alle 21.45 Il dottor Giulio Amati diventava ogni minuto più nervoso. Il suo contatto era in ritardo di venti minuti, e in trentaquattro anni non aveva mai sgarrato oltre qualche secondo. E se stavolta non fosse arrivato? Se avesse deciso di finirla una volta per tutte con quella storia? Si sentì la gola stretta come una cannuccia, deglutiva a fatica e respirava quaranta volte al minuto. Decise di fare una pausa whisky-coca-pipì. Riandò dalla cameriera ordinò l’unico superalcolico che avevano e si infilò in bagno. Tracannò il doppio shot d’un sorso e si chiuse nel cesso per recuperare la decenza. Poi si lavò con delle pastiglie di sapone monodose e si asciugò recuperando dei kleenex dal distributore automatico. La pianificazione dell’ob

