Diciannove notti prima

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Diciannove notti primaLa luna sorge alle 23.41 e tramonta alle 13.56 Eleonora stava schiacciando i grumi di coca con una scheda del telefono. Aveva poggiato uno specchietto da trucco sullo sciacquone e stava lavorando con una certa frenesia. Era sudata, dentro il Nothing faceva un caldo porco quella sera. Fuori dal cesso c’era una discreta teoria di gente in fila, poco più in là altra gente in fila alla cassa e ancora altra in fila al bar. In mezzo alla pista invece la gente faceva mucchio nell’attesa di mettersi nuovamente in fila. Eleonora tirò fuori dalla tasca un dieci euro, lo arrotolò senza staccare gli occhi dallo specchietto e dalla striscia, che era più che altro un grosso uovo, quasi largo quanto lungo. Poi aspirò forte col naso e leccò lo specchietto con la lingua per recuper

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