CAPITOLO XXIV FUGA

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CAPITOLO XXIV FUGA Corse giú per il viottolo. Al cancello lo raggiunse il grido soffocato della donna. Egli spalancò il cancello e sempre correndo imboccò la strada. Non sentiva neppure il terreno sotto i piedi. Il panico l’aveva afferrato ed egli non pensava piú neppure alle scarpe, purché gli rimanessero i piedi per correre. E a un tratto, a una svolta della strada, la paura gli giuocò uno dei suoi soliti tiri, facendogli balenare alla mente l’inutilità della sua fuga. Neuberg si fermò col fiato grosso, come se una barriera gli si fosse improvvisamente drizzata davanti. Aveva già oltrepassato varie ville, i cui abitanti si sarebbero presto svegliati a quelle grida che sembravano di un gatto selvatico; non poteva tornare indietro; con tutta probabilità ella era giunta alle prime ville,

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