32Il mattino seguente, alle otto precise, il commissario Scichilone entrò in ufficio, nel quale Martini e Rispoli, prima di appostarsi sotto l’abitazione di Ambra Rivetti, avevano lasciato tutti gli oggetti sequestrati a casa dell’omicida. Il poliziotto raggiunse i tabelloni appiccicandovi la fotografia di colei che la sera precedente aveva cercato di ucciderlo, scrivendone il profilo: assassina. Il quadro era quasi completo, ma ancora mancava all’appello Matteo, e Scichilone si interrogò sul destino del bambino, ma soprattutto su cosa lo legasse alle morti dei sacerdoti. Aveva sperato che Ambra, nell’interrogatorio, chiarisse ogni cosa, invece si era avvalsa della facoltà di non rispondere e ora dormiva beata nel letto di casa, così almeno gli era stato detto dall’ispettore Martini che

