22Sul tabellone davanti a sé aveva incollato le fotografie tratte dai sopralluoghi effettuati nelle sacrestie. Il commissario Scichilone osservò i corpi inerti di don Angelo e don Pierino, nudi come alla nascita, sorpresi da una morte improvvisa e non preventivata. Aveva fatto stampare anche due ingrandimenti del simbolo con cui l’assassino aveva marchiato le vittime. Scichilone non riusciva a dare un senso ai due omicidi, che evidentemente erano collegati da un unico comune denominatore. Entrambi i sacerdoti, in vita, avevano avuto relazioni con don Fulvio Lancia, per biechi interessi economici ed ora i rispettivi patrimoni erano in attesa di un’assegnazione. Dalla Diocesi era trapelato che esistevano due testamenti di cui, quanto prima, sarebbe stato svelato il contenuto. Il commissa

