23Ruggero Balbo, sotto gli occhi di Lidia Bonfanti, aprì la busta ordinaria, di colore bianco, sulla quale una mano infantile aveva scritto l’indirizzo di casa loro. Ne avevano riconosciuto il tratto: era di Matteo. Lidia piangeva silenziosa, mentre il marito, servendosi di un tagliacarte, tagliava un lato dell’involucro. Dentro c’era solo un foglio sul quale era stata disegnata una stella a cinque punte racchiusa in un cerchio. Le prove di laboratorio non rilevarono impronte. Sulla busta, la ninidrina aveva evidenziato delle creste papillari latenti di piccole dimensioni, probabilmente di Matteo. Per Scichilone il pentacolo si stava rivelando un vero incubo. Quel simbolo, ritrovato sui cadaveri dei due sacerdoti, si riproponeva nel rapimento di un bambino e lui non riusciva a capire

