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1162 Parole

8Triora, autunno 1587 Alle sette del mattino, il primo dei delatori era già seduto sullo scranno dello studio, che il podestà aveva organizzato per il vicario, all’interno della fortezza. Girolamo Del Pozzo l’aveva previsto sin dalla sera precedente, dopo l’omelia della Collegiata. “Disponga la confisca di più cantine o depositi di derrate che abbiano ferri alle finestre e porte dalle robuste serrature. A breve avremo bisogno di molte celle per ospitare le vostre streghe”. Stefano Carrega non osò chiedere spiegazioni, perché il tono di quelle parole era assoluto. Si prodigò immediatamente e confiscò la Casa del Meggia a cui si accedeva da piazza San Dalmazzo. Era ideale per la bisogna, con le fondamenta che si perdevano in vicolo Rizzetto, buio e senza via d’uscita. Da lì nessun essere

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