Ma c’era una terza figura in quel gruppetto di donne. Era la più giovane, la più intelligente e, fino allora, la più amata delle mogli del Teton. Le sue grazie avevano esercitato una potente attrattiva sul guerriero, finché gli occhi di questi non si erano posati così inaspettatamente sulla superiore bellezza di una donna dei visi-pallidi. Da quel disgraziato momento l’avvenenza, l’attaccamento e la fedeltà della giovane sposa avevano perso ogni fascino. Eppure la carnagione di Tachechana, anche se meno abbagliante di quella della rivale, era sana e fresca per la sua razza; i suoi occhi castani avevano la dolcezza di quelli della gazzella; la sua voce era squillante e gioiosa come il cinguettio del lui, e le sue risa sembravano la musica della foresta. Di tutte le ragazze Sioux Tachechana

