Subito, di rimbalzo, tornò al ricordo dello zio; e subito, coll'intelligenza di un innamorato, egli scorse che all'articolo del matrimonio lo zio aveva avuto a un tempo ragione e torto. «Gli scapoli sono ingannati, o, che è peggio, ingannano». Certo: ma non eran quelle donne lì, tanto soavi e infelici, che ingannavano gli scapoli; eran quelle altre! Del resto, se per regola ingannare sembra peggior cosa che essere ingannati, ingannare un Tredòzi non era ingannare un amico o un marito che non meritasse di essere ingannato. Un'eccezione, insomma; della quale lo zio moribondo non aveva avuto tempo di avvertire la possibilità, e per la quale il nipote compirebbe un'opera quasi pietosa confortando una povera donna. - Io l'amo! - Gaspare esclamò senza più temere di commettere uno sproposito, e

