“È piuttosto sconcertante, lo zio Lawrence’’, e poco dopo andò a letto. Andare a letto con tutta l’anima in subbuglio! pure, quante altre persone con l’anima in subbuglio giacevano senza dormire, la faccia premuta contro il guanciale. La camera sembrava piena dell’irragionevole sofferenza del mondo. Uno che avesse avuto l’ingegno, avrebbe potuto alzarsi e sfogare la propri malinconia componendo un poema su Asraele o qualcosa del genere. Ahimè! Non era così facile. Si giaceva nel letto e si era tristi – tristi, ansiosi e arrabbiati. Ricordava quanto aveva sofferto, a tredici anni, della partenza di Hubert, non ancora diciottenne, per la guerra. Allora era stata una cosa molto brutta, ma adesso era peggio; e ora si chiedeva con meraviglia perché! Allora egli avrebbe potuto essere ucciso in

