Mi allontano all'indietro, come se lasciassi qualcuno di caro. I miei occhi non lasciano la porta, quella porta che trattiene una prigioniera, quella porta che devo aprire. Nel corridoio, cammino veloce, le idee che turbinano, si scontrano, si sovrappongono. Le chiavi. Devo trovare le chiavi. Damian deve averle. O la matriarca. O forse il maggiordomo, quello che sembra così fedele, così muto. Ma come prenderle senza destare sospetti? Damian ha occhi dappertutto. Sa tutto ciò che succede in questo maniero. Lo sente. Lo intuisce. Lo controlla. Risalgo verso le parti vive del maniero. I miei passi risuonano sulla pietra, poi sul parquet, poi sul marmo. L'aria si riscalda, i tappeti ricompaiono, la luce ritorna, il tempo sembra riprendere il suo corso normale. Nell'atrio, una domestica pas

