Una voce dietro di me. Mi voltai. Damian era lì, un bicchiere in mano, l'aria comprensiva, gli occhi pieni di quella compassione che sapeva mostrare così bene. Certo. Damian era sempre lì quando bisognava essere comprensivi. Sempre al posto giusto al momento giusto. Sempre pronto a raccogliere i cocci. — Mi dispiace. Non sapevo che sarebbe venuta, né che fosse in questo stato. L'ho invitata solo per cortesia, a una festa mondana mesi fa. Non immaginavo che... — Lascia perdere. La mia voce era spenta, meccanica. Non avevo più energia per le finzioni, per le maschere, per i giochi di ruolo. — Non è grave. — Certo che è grave. Quello che ha detto... non è vero, sai. Tu non sei... quello che ha detto. Alzai gli occhi verso di lui. Sembrava sincero. I suoi occhi erano pieni di quella luc

