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Trafiletto

Il mondo è scivolato inevitabilmente ed inesorabilmente verso l'apocalisse nucleare.

Una giovane madre Ellen e la sua figlia Rebecca di dieci anni, cercano di sopravvivere disperatamente in un mondo devastato dalle radiazioni, e in cui regna il caos e la disperazione.

Insieme partono per un viaggio nel tentativo di raggiungere "la terra promessa", un luogo dove alcuni sopravvissuti si sono rifugiati e tentano di ricostruire la società.

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Prologo - Apocalisse ora zero
Era stato qualche tempo a fare da guardia del corpo a ricchi turisti, sulle astronavi da crociera C.E.M intorno a Saturno. Poi un importante impiego per l'impero di Cindia, come sicurezza ad un grande complesso minerario dell'impero, sull'asteroide Vesta. Infine addirittura una missione molto delicata per la Corporazione Vaticana, che gli commissionò di trovare e stanare una base segreta dei Pirati Spaziali, fuori dal Sistema Solare, in piena fascia di Kuiper. > dichiaro Nbisi mentre discuteva dell'argomento. > La Corporazione Vaticana raramente utilizzava mercenari per risolvere i suoi problemi ritenendo, che i soldati che non combattono per fede, non fossero all'altezza dei compiti loro assegnati. In quella particolare missione, la supervisione di mercenari con esperienza come Nbisi fu fondamentale. Il nome ufficiale, di quel gruppo di mercenari e criminali, era " Pirati dello Spazio", seguito da molti altri nominativi come carogne o sciacalli. La corporazione, se cosi poteva chiamarsi, si era formata ufficialmente solo quattro anni prima. Inizialmente erano mercenari, esattamente come Anzor e Nbisi, che grazie all'acquisizione di ingenti capitali e mezzi, fornitegli non si sa bene da quale fazione, riuscirono a diventare indipendenti dai propri padroni. In questa situazione cominciarono ad attaccare ogni nave che gli capitava a tiro per depredarla. Nessuno all'infuori di loro conosceva dove si trovano le loro basi ma si pensava che queste erano situate nella parte esterna del sistema solare, forse nella fascia di Kuiper, o nelle lune ghiacciate di qualcuno dei pianeti esterni. Di fatto erano odiati da tutti, nessuno escluso, e negli ultimi due anni furono effettuate molte campagne, alcune addirittura congiunte, da parte delle corporazioni della Terra per cercare di localizzare i loro nascondigli e distruggerli. > affermò Nbisi. > > sobbalzo sorpreso, Anzor. > chiari immediatamente Nbisi. > > aggiunse Anzor con volto estremamente serio. Gli inquisitori del vaticano erano famosi per la loro crudeltà, la quale era totalmente espressa dalle torture che infliggevano ai loro prigionieri. > Nbisi rise e subito dopo tracanno l'ennesimo bicchiere di vodka, tutto d'un fiato. > intervenne Anzor, rompendo l'atmosfera di ilarità che si era creata. > chiese Anzor. > dichiarò Nbisi mentre osservava la faccia del collega diventare cupa e irritata per via di questa ultima dichiarazione. > aggiunse subito Nbisi mentre gesticolava vistosamente con le mani, come a difendersi da questa sua ultima dichiarazione. > Nbisi cominciò a far luce sulla faccenda. > > Anzor guardo l'amico con faccia sorpresa ma soddisfatta, come quella di un bambino che finalmente scopre cosa babbo natale gli ha regalato quest'anno. > continuò Nbisi > Anzor interruppe di nuovo l'amico mentre rifletteva ad alta voce sulla loro missione > > interruppe Nbisi. > Il viso di Nbisi si accigliò in modo evidente, lasciando trasparire tutti i suoi turbamenti. > > domandò Anzor curioso e perplesso allo stesso tempo. > esclamò Nbisi. > Esclamò Nbisi scuotendo la testa ad evidenziare tutta la sua perplessità. > Anzor guardava pensieroso la faccia dell'amico che stava per buttar giù tutto d'un fiato un altro bicchiere e decise di sdrammatizzare con una battuta. > > rispose Nbisi, che diventò subito sorridente e cominciò a fantasticare su come avrebbe potuto utilizzare quella somma di denaro. > Concluse Nbisi ridacchiando allegramente. Anzor rise di conseguenza, dopodiché butto giù tutto d'un sorso l'ennesimo bicchiere di vodka. I bicchieri vuoti che si erano accumulati sul bancone del bar erano ormai una moltitudine e l'influenza dell'alcol incominciava a farsi sentire. Anzor notò un gruppo di bellissime ragazze sedute ad un tavolino isolato in fondo al locale. Erano sicuramente androidi, ed erano in quel luogo all'unico scopo di prostituirsi. Gli androidi ,infatti, anche quelli dotati di un intelligenza artificiale molto sviluppata, non conoscono il piacere della compagnia o della vita sociale, e quindi non si cercano per trascorrere insieme una piacevole serata al bar. L'unico motivo per il quale possono essere sedute allo stesso tavolo era sicuramente che qualche pappone delle CEM ce le aveva messe per farle prostituire con i molti turisti e viaggiatori che fanno scalo sulla stazione spaziale. In questo modo si potevano fare un bel po' di piastre, in barba alle normative ONU che vietavano questo tipo di attività nei territori dove vigeva la propria legge. > chiese Anzor all'amico. > rispose Nbisi voltandosi verso il tavolino indicatogli dallo sguardo dell'amico. >. > esclamò Anzor fingendo di essere sorpreso. In realtà il mercenario pensava già da tempo che metodo che la C.E.M utilizzava dovesse essere qualcosa di simile. > continuò Anzor. > Mentre i due mercenari erano occupati a ridere delle loro battute, due androidi si erano alzate dal tavolino nel quale sedevano, e camminavano nella loro direzione. Gli androidi che venivano impiegati in queste mansioni erano programmati per avvicinarsi automaticamente se li guardavi per più di un certo numero di secondi. Quando l'intelligenza artificiale e l'antropomorfismo dei robot raggiunse uno sviluppo soddisfacente, gli androidi cominciarono a sostituire le donne in carne ed ossa nel campo della prostituzione. I robot a differenza delle reali, infatti, non si lamentavano mai e non richiedevano percentuali. Un business irresistibile per gli spietati capitalisti della CEM. Erano totalmente a disposizione del cliente che poteva delinearne il carattere a proprio piacimento, oltre che una svariata serie di optional. Le prostituzione umana diventò così in breve tempo obsoleta, anche se molti, soprattutto nelle corporazioni più conservative, considerano un abominio l'antropomorfismo dei robot. In ogni modo, in moltissimi utilizzano questo servizio con grande gioia dei capitalisti della CEM che ne possiedono il monopolio totale. Sulla stazione spaziale terreste riuscivano a far arrivare un esiguo numero di androidi p********e fingendosi assistenti per anziani e aggirando in questo modo le normative ONU vigenti. Le due bellissime androidi erano in piedi di fianco al tavolino, Anzor e Nbisi si erano accorti di loro fin dal momento che si erano alzate ma non dissero niente fingendo di ignorarle. > intervenne l'alta e bellissima androide, dai lunghi capelli mori, sulla sinistra. Le forme del robot antropomorfo erano perfette. Ad un primo sguardo non si notavano imperfezioni della pelle, ne accumuli di grasso in nessun punto del corpo. La perfezione di queste ragazze era l'unico segno tangibile della loro natura artificiale, che solo un occhio attento poteva riconoscere. > aggiunse l'altra robot, anche essa bellissima, che aveva raggiunto i due mercenari al tavolino, affiancandoli sulla destra. La ragazza ravvivò i suoi lunghi capelli biondi con le mani. > aggiunse Jana continuando la presentazione automatica che aveva inserita nella sua memoria artificiale. > Nbisi interruppe la droide con una esclamazione improvvisa. > L'androide continuò a muovere la bocca ma senza emettere suono, come un trasmettitore, al quale, avevano di colpo azzerato il volume. I due mercenari scoppiarono in una fragorosa risata. > dichiarò Nbisi. Anzor guardò Jana che continuava a muovere la bocca senza emettere suono e disse > I capelli della ragazza passarono da un colore castano ad un biondo in pochi secondi, cambiando il loro cromatismo esattamente come un camaleonte cambia il colore della propria pelle. Immediatamente la ragazza si sedette di fianco ad Anzor, muovendosi sinuosamente. Appoggiò una mano tra le sue gambe e gli disse con voce calda e sensuale. > Nbisi assistette alla scena e disse all'amico, mentre tutto divertito e soddisfatto,batteva le mani, in segno di congratulazione. > > domandò Anzor, incuriosito. > Rispose Nbisi con aria soddisfatta.

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