5 Ero immersa nella neve, ma non sentivo freddo. Intorno a me aleggiava la nebbia. Il luogo era angosciante, percepivo la solitudine e la tristezza di quell’atmosfera plumbea. Girai su me stessa per capire dove mi trovassi. Nell’aria risuonò il ticchettio di un orologio, poi calò il silenzio. «C’è nessuno?» urlai. La nebbia si diradò, mostrandomi una bambina: me. «Sei me…» «No, tu non sei me», rispose la pargola, dispettosa. «Ti assicuro che so riconoscermi», replicai, convinta, come se fosse la cosa più normale del mondo parlare alla versione precedente di me stessa. La bambina mi fece la linguaccia e corse via. Vidi due figure comparire dall’ombra e abbracciarla, prima di svanire nell’oscurità da cui erano affiorate. Aveva ragione, io non ero lei, io non abbracciavo e non mostr

