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867 Parole

7 Faceva freddo e tutto appariva immobile per strada. Le per­sone erano rintanate in casa con i propri cari a festeggiare la vi­gilia in attesa del Natale, e io invece camminavo verso la sta­zione di Veneficio, sperando di trovare una corsa notturna e di non dover aspettare l’alba. Talmente carica di angoscia, non mi ero preoccupata di informarmi sugli orari. In realtà avevo anche il terrore di rimanere nella struttura. Giunsi con l’affanno alla piccola stazione vuota, muta, ad­dobbata quanto bastava per conferire al luogo un tocco natali­zio. Notai immediatamente la biglietteria spenta, ma le casse automatiche in funzione. Mi apprestai a vagliare le diverse corse e mi accorsi che un treno sarebbe partito da un momento all’altro. Presi il portafogli e inserii i contanti. Mi mossi rapida­

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