Tutto ciò avrebbe scoraggiato persino lo stesso Roger de Flor, di cui parlava sempre suo cognato. «Maledizione!... Andiamo, per Diana!», diceva Gallardo. «Nemmeno per tutto l’oro del mondo lotterei in Siviglia se non fosse per dare piacere ai concittadini, perché i nemici non possano dire, gli svergognati, che ho paura del pubblico del mio paese». Alzatosi, l’espada vagò per la casa, con una sigaretta in bocca, stirandosi per provare se le sue robuste braccia conservassero la loro agilità. Prese in cucina un bicchiere di Cazalla e vide la mammina, sempre diligente malgrado i suoi anni e la sua pinguedine, aggirarsi presso i fornelli, trattando con materna vigilanza le domestiche, disponendo tutto per il buon governo della casa. Gallardo uscì nel cortile fresco e luminoso. Gli uccelli ci

