Il dottore evocava il passato della festa nazionale nel volgere dei secoli. Soltanto in circostanze molto importanti, quando sposavano i re, si firmava una pace, o si inaugurava una cappella di una cattedrale, si celebravano tali eventi con corride di tori. Né vi era regolarità nella ripetizione di queste feste, né si conosceva il lottatore professionale. I bravi cavalieri, vestiti di brillante seta, uscivano nel circo sui loro corsieri, per colpire la bestia con la lancia, con la rejona10 davanti agli occhi delle dame. Se il toro arrivava a smontarli, mettevano fuori la spada, e con l’aiuto degli staffieri davano la morte alla bestia, ferendola dove potevano, senza applicare nessuna regola. Quando la corrida era popolare, la gente scendeva nell’arena attaccando in massa il toro, finché ri

